Tramadolo: quali sono i pericoli di questo farmaco?

Monitorato attentamente dal 2012, il Tramadol® è un potente antidolorifico che può causare gravi effetti collaterali. Nausea, stitichezza, vertigini, confusione, dipendenza… Ecco una panoramica dei suoi effetti indesiderati e le raccomandazioni mediche per evitarli.

Il tramadolo® è un analgesico oppioide prescritto per alleviare il dolore post-traumatico, post-operatorio o cronico. Questo analgesico di livello II, secondo la classificazione dell'OMS, è disponibile solo su prescrizione medica ed è presente in diversi farmaci come Topalgic®, Ixprim®, Contramal®, Monoalgic®, Zaldiar® e Ultram®.

In Francia, l'uso del tramadolo è aumentato del 68% in 11 anni, diventando l'analgesico oppioide più prescritto nel Paese, secondo l'Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali. Introdotto negli anni '70, ha rapidamente superato la codeina dopo il ritiro dal mercato del destropropossifene (Di-Antalvic) nel 2011.

Utilizzato da alcuni atleti, questo derivato della morfina è stato vietato nelle competizioni a partire dal 2024, una decisione presa dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) il 23 settembre 2022. Già bandito dall'Unione Ciclistica Internazionale (UCI) dal 2019, la WADA ha basato la sua decisione su studi che dimostrano il potenziale del Tramadol® di migliorare le prestazioni fisiche, ricordando al contempo l'elevato rischio di dipendenza che provoca.

Gli effetti digestivi indesiderati del Tramadolo

Il professor Jean-François Bergmann, primario del reparto di medicina interna a Parigi, ha messo in guardia dal "rischio di effetti collaterali a carico dell'apparato digerente" associati al Tramadol®. Anche i ricercatori svizzeri hanno riscontrato un legame tra questo farmaco e gravi episodi di ipoglicemia che richiedono il ricovero ospedaliero.

Gli effetti collaterali a livello digestivo includono dolore addominale, flatulenza, nausea e vomito. "La stitichezza è un effetto collaterale molto comune del Tramadol®", spiega il professor Julien Nizard, direttore del Centro federale per il dolore, le cure palliative e il supporto a Nantes.

Secondo la rivista Swiss Medical Review, questi sintomi sono in parte dovuti alla "particolarità farmacologica" del Tramadol®, che agisce non solo sui recettori degli oppioidi, ma anche inibendo la ricaptazione di noradrenalina e serotonina, il che può indurre nausea e vomito, come alcuni antidepressivi.

Cosa fare? In caso di sintomi gravi, si raccomanda di interrompere il trattamento e consultare un medico. Se i sintomi sono più lievi, può essere sufficiente ridurre il dosaggio. Per la stitichezza, possono essere utili modifiche dello stile di vita e dell'alimentazione o l'uso di lassativi osmotici come Macrogol®. In caso di problemi al fegato, è fondamentale discutere con il medico l'assunzione di Tramadol®.

Rischi neuropsichiatrici associati al tramadolo