Qualche settimana dopo, stavo rovistando tra i mobili abbandonati in una villa disabitata alla periferia della città, alla ricerca di qualcosa che potessi riparare e vendere.
In quel preciso istante, un'elegante auto di lusso nera si fermò accanto a me.
Il motore ronzava dolcemente.
La portiera si aprì.
Una donna scese, i tacchi che risuonavano sul marciapiede crepato.
"Mi scusi... lei è Amelia Grant?"
Rimasi immobile, stringendo ancora la scheggia di legno tra le mani.
La guardai: un tailleur impeccabile, capelli perfetti, la tranquilla sicurezza di chi non si è mai preoccupato della propria sopravvivenza.
"Sono io", dissi con cautela. "Se volete buttarmi fuori, non fatelo. Prendete pure quello che c'è qui, sto solo cercando qualcosa che valga la pena riparare."
Mi fissò a lungo prima di parlare.
"Mi chiamo Catherine Blake", disse. "Sono l'avvocato che gestisce il patrimonio della signora Eleanor Grant."
Mi ha lasciato senza fiato.
Mia nonna.
Una donna meravigliosa che tutta la mia famiglia rispettava... e temeva.
La stessa donna che mi ha estromessa dalla sua vita dodici anni fa.
Mi chiamo Amelia Grant.
Ho trentadue anni.
E quel giorno, in piedi al freddo, con le mani sporche e l'odore di immondizia sui vestiti, tutto è cambiato.
Solo tre mesi prima, avevo sposato Daniel Foster, un ricco immobiliarista.
Pensavo di avere tutto.
Una casa.
Un futuro.
Una vita che avesse un senso.
Fino al giorno in cui l'ho trovato a letto con la sua assistente.