Quindi pensi che possedere un piccolo hotel ti renda migliore di noi?
Questa è stata la prima cosa che mio padre mi ha detto quando ha attraversato la hall della mia struttura. Non "ciao". Non "mi sei mancato". Nemmeno quella goffa gentilezza che si riserva agli sconosciuti quando non si sa cos'altro dire.
Sette anni di silenzio... e quella è stata la sua prima frase.
Ho cercato di parlare con calma e distacco.
"Benvenuti all'Aldren", ho detto. "Avete una prenotazione?"
Ha riso.
Era quel tipo di risata che mi terrorizzava da adolescente. Quel tipo di risata che riempie la stanza e dice a tutti dove mettersi. Mio padre era sempre stato bravo in questo. Riusciva a far sembrare una frase un verdetto.
"Prenotazioni?", ha chiesto, rivolgendosi a mia madre e a mio fratello come se avessi appena raccontato la barzelletta più divertente di Savannah. "Ci sta chiedendo se abbiamo una prenotazione."
Mia madre ha sorriso, ma non calorosamente. Era quel sorriso cauto che usava quando voleva addolcire qualcosa, non fermarla. Mio fratello, Derek, le stava accanto, con lo sguardo rivolto verso gli ascensori sul tetto, oltre me. Accanto a lui c'era una donna che non riconoscevo, vestita con cura, con il telefono in mano, già stanca del disagio.
Non li vedevo da quando avevo ventisei anni.
Per capire cosa è successo quella notte, bisogna capire la famiglia da cui provengo.