Garlasco, il retroscena choc poco fa: “È stata lei” (1 / 2)

Le carte depositate nell’ambito della nuova indagine della Procura di Pavia contengono una ricostruzione che gli investigatori considerano particolarmente significativa. L’informativa dei carabinieri di Milano descrive infatti una serie di iniziative e interlocuzioni avvenute dopo la riapertura del fascicolo su Andrea Sempio. Secondo gli investigatori, la famiglia Poggi avrebbe cercato un modo per contrastare la nuova attività investigativa avviata dalla Procura.

Nell’atto viene riportato che sarebbe stata Laura Barbaini a suggerire ai legali della famiglia di coinvolgere formalmente la Procura Generale di Milano. Gli investigatori ipotizzano che questa scelta potesse rappresentare un tentativo di esercitare una sorta di controllo sull’inchiesta condotta dalla Procura pavese. Una valutazione contenuta negli atti e che potrebbe alimentare ulteriori confronti tra le diverse posizioni emerse nel corso degli anni attorno al caso di Garlasco.

L’informativa ripercorre anche il ruolo avuto dalla stessa Barbaini nelle precedenti vicende processuali. Nel 2016, infatti, l’ex magistrata si occupò delle richieste avanzate dalla difesa di Alberto Stasi per ottenere una revisione del processo. In quell’occasione trasmise gli atti sia alla Corte d’Appello di Brescia sia alla Procura di Pavia, partecipando quindi a una fase particolarmente delicata della lunga battaglia giudiziaria legata al delitto di Chiara Poggi.

Tra gli elementi citati dai carabinieri compare inoltre una nota firmata dalla stessa Barbaini e indirizzata al procuratore aggiunto Mario Venditti. Il documento riguardava le valutazioni sull’eventuale apertura di un’indagine su Sempio, ipotesi che all’epoca venne successivamente archiviata. Proprio questo passaggio viene oggi richiamato dagli investigatori nel tentativo di ricostruire tutti i precedenti legati alla posizione del nuovo indagato.

Nell’informativa viene infine riportata anche una conversazione risalente al maggio scorso, dalla quale emergerebbe — secondo la lettura degli investigatori — un atteggiamento di netta opposizione della famiglia Poggi rispetto alla nuova inchiesta della Procura di Pavia. Un elemento che aggiunge ulteriore tensione a una vicenda giudiziaria che continua a far discutere l’Italia intera. A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso Garlasco resta infatti uno dei più complessi e controversi della cronaca italiana recente.