Le urla squarciarono il marmo dell'ingresso con tale acutezza da farmi fermare di colpo.
Poi li vidi.
I miei gemelli di sei anni, Ethan e Caleb, piangevano così forte che a malapena riuscivano a stare in piedi.
Entrambi i bambini si aggrappavano disperatamente al grembiule della loro tata Maya, con i polsi ammanettati dietro la schiena, in mezzo all'enorme soggiorno.
A pochi passi di distanza c'era mia moglie, Vivian.
Capelli impeccabili.
Trucco perfetto.
Portamento elegante.
E quel piccolo sorriso soddisfatto che le increspava le labbra.
Due agenti di polizia erano in piedi accanto a lei.
"Ci ha rubato qualcosa", annunciò Vivian con tono distaccato. "I gioielli di mia nonna. Ho trovato diversi pezzi antichi nascosti nel suo zaino."