Un figlioletto insonne che aveva costantemente bisogno di lei,
le faccende domestiche che non potevano aspettare,
la crescente solitudine nel suo matrimonio.
Durante il giorno, cercava di condurre una vita normale: passeggiate, spesa, dargli da mangiare, metterlo a letto, cucinare, pulire. Non appena riusciva a metterlo giù per un attimo, si svegliava di nuovo. E ogni volta che cercava di prendersi cura di sé, in casa scoppiava il caos. Persino un semplice lavaggio dei capelli si trasformava in un rituale frettolosamente interrotto e il bambino in lacrime.
Quella sera, Gábor tornò di nuovo frustrato. Non si era accorto della sua stanchezza né del fatto che a malapena riusciva a stare in piedi. Entrò in cucina, vide il pavimento bagnato e ricominciò a lamentarsi. Per Lili, quello fu il momento decisivo. Disse che non ce la faceva più e che avrebbe portato il figlio dalla madre.
Cominciò a fare le valigie e Gábor la guardò confuso. Improvvisamente, la situazione non sembrava più una semplice discussione. Quando Lili allungò la mano verso i documenti, crollò a terra. Pochi istanti dopo, arrivò un'ambulanza che la portò in ospedale. Gábor rimase solo con la piccola Dénes.
Un silenzio improvvisamente troppo pesante calò sull'appartamento. Si rese conto di quanto peso si fosse fatta carico sua moglie, qualcosa che prima dava per scontato. La bambina si svegliò e, per la prima volta, sentì davvero l'immensa responsabilità che gli era ricaduta addosso in un istante.