
Il medico epidemiologo Fabrizio Pregliasco, figura di riferimento nel campo della prevenzione, ha lanciato un avvertimento riguardo agli effetti dell’ondata di calore che sta interessando il continente.
Secondo le sue valutazioni, lo scenario potrebbe tradursi in alcune migliaia di decessi, con una forchetta che arriva fino a cifre a cinque o anche quindici mila casi stimati.
Le analisi richiamano anche dati preliminari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha segnalato già migliaia di decessi legati al caldo nella prima fase dell’emergenza termica. Tra i fattori determinanti vengono indicati la durata dell’ondata, le temperature notturne elevate e la capacità di risposta dei sistemi sanitari e sociali.

Lo stesso Pregliasco sottolinea che si tratta di proiezioni e non di numeri definitivi, poiché il quadro complessivo dipende da molte variabili ancora in evoluzione. Particolare attenzione viene rivolta alle persone anziane e ai soggetti fragili, che risultano i più esposti alle conseguenze delle temperature estreme. Le istituzioni sanitarie e le reti di assistenza sono chiamate a rafforzare le misure di prevenzione e monitoraggio per limitare l’impatto del fenomeno.
Nel complesso, il quadro delineato evidenzia una situazione in cui l’aumento delle temperature rappresenta un fattore di rischio crescente a livello continentale, con stime che restano indicative e soggette a revisione continua man mano che emergono nuovi dati climatici e sanitari, richiedendo quindi un approccio coordinato tra ricerca scientifica, servizi di emergenza e politiche di prevenzione pubblica per ridurre i possibili impatti sulle popolazioni più vulnerabili nei prossimi mesi estivi con particolare urgenza operativa e condivisa globalmente.