I miei genitori mi guardarono con occhi freddi e dissero... – galassia

«Mamma… chi è?» chiese la bambina, stringendo la mano di mia madre con un misto di paura e curiosità.

Il silenzio sembrò un tonfo sordo.

Mia madre non rispose subito. I suoi occhi saettavano dalla bambina a me, come se passato e presente si scontrassero davanti ai suoi occhi.

Mio padre deglutì, ma non disse nulla neanche lui.

Feci un passo avanti, fissando lo sguardo sulla bambina.

«È proprio quello che voglio sapere», dissi con fermezza. «Chi è?»

La bambina aggrottò la fronte, a disagio per la tensione che non capiva.

Mia madre finalmente parlò, con la voce rotta dall'emozione:

«Lei… è tua sorella.»

Sentii la terra cedere sotto i miei piedi.

«Mia… sorella?» ripetei, incredula.

La bambina mi guardò sorpresa.

«Sorella…?» sussurrò, come se la parola le fosse sconosciuta.

Mio padre chiuse gli occhi per un istante, come se accettasse che ciò gli sarebbe costato la vita.

"Dopo che te ne sei andata..." iniziò lei, ma la sua voce si spense.

"Dopo che sono stato licenziato", lo corressi freddamente.

Un pesante silenzio riempì di nuovo l'aria.

Mia madre scoppiò in lacrime.

"Abbiamo sbagliato..." singhiozzò. "Pensavamo... di salvare l'onore della famiglia... ma in realtà... siamo rimasti vuoti."

Strinsi i pugni.

"Non sembravi così vuoto quella sera", risposi, sentendo il vecchio dolore riaffiorare.

La ragazza ci guardò entrambi, confusa.

"Cosa c'è che non va?" chiese, con voce tremante. "Perché non mi avete mai parlato di lei?"

Mio padre abbassò la testa.

"Perché ci vergognavamo di ricordare quello che avevamo fatto."

La giovane donna lasciò la mano di mia madre e fece un passo indietro. «L'hanno licenziata... mentre era incinta?» La sua voce si incrinò. «L'hanno fatto davvero?»

Nessuno rispose.

Ma il silenzio diceva tutto.