Due giorni dopo l'intervento, ancora debilitata, si aspettava parole di conforto. Invece, si sentì dire: "Divorziamo. Non ti ho mai amato".
Le crollò il mondo addosso.
Come se non bastasse, Julien chiese immediatamente l'affidamento esclusivo della figlia, Léa. La sua giustificazione? Sophie era presumibilmente troppo fragile dopo l'operazione. Un modo astuto per volgere la situazione a suo vantaggio.
Divorzio conflittuale: quando entra in gioco la manipolazione
La settimana successiva, Sophie scoprì dei trasferimenti sospetti sul loro conto corrente cointestato: diverse migliaia di euro trasferiti senza alcuna spiegazione chiara. Julien li definì "ristrutturazione patrimoniale". In realtà, stava anticipando il procedimento.
Citazione in giudizio. Richiesta di affidamento esclusivo della minore. Casa, auto, risparmi... tutto era dettagliato. Persino la sua stabilità emotiva venne messa in discussione.